Segretariato Generale
per la Formazione


Criteri per l’Accettazione dei
Candidati alla Vita Religiosa


INTRODUZIONE – NOTE
DI APERTURA

1.      Non c'è alcuno schema magico che possa dare ad un promotore delle vocazione, formatore o personale della formazione, un test infallibile per accettare o rifiutare un candidato. Noi siamo esseri umani che danno giudizi, che noi speriamo nella maggior parte siano buoni e retti, ma vediamo che ci sono altri che col tempo commettono errori. Secondo, tutte le vocazioni sono "opera di Dio". È la Sua chiamata e la Sua grazia che permettono al processo di formazione di essere effettivo. Noi cerchiamo di cooperare con la grazia con le nostre proprie forze, con i nostri limiti e con il nostro senso di responsabilità verso il candidato e verso la Congregazione.

2.      Detto questo, ci sono alcuni criteri che possono essere utili per offrire una guida al discernimento. Le note seguenti cercano di offrire un elenco di questi criteri per l'accettazione, elenco che non pretende di essere esaustivo e non sostituirà mai l’esperienza, l'intuizione e il senso comune. L'esperienza viene col tempo, lavorando con i candidati, ascoltando le molte storie di vita ed imparando dagli errori. L'intuizione è quel “sentire giusto”, un sesto senso che ci permette di “guardare dentro” una personalità. Anche se non infallibile, l'intuizione è un'importante fonte di informazioni nel prendere una decisione e non dovrebbe essere scartata come "non-scientifica". Il senso comune è l'abilità di mettere insieme la nostra esperienza e l'intuizione come parte di un attento discernimento. Infine, l’accettare o il rifiutare un candidato non è una scelta fatta in solitudine, ma dovrebbe avvenire in conversazione con Dio e con un altro o con gli altri.

I.        IL PROCESSO DI SELEZIONE

3.      Il processo di selezione è normalmente portato avanti in molti tappe durante il processo di formazione. Il primo, di solito, è prima dell’ammissione al postulantato, il secondo prima della professione temporanea, il terzo prima dei voti perpetui e, per quelli in cammino verso il sacerdozio, prima dell’ordinazione. Questo documento si concentrerà sul processo di ammissione al postulantato.

Norme per l’ammissione

4.      Ogni unità della Congregazione dovrebbe avere all'interno della propria Ratio Formationis chiare norme scritte per l'ammissione dei candidati al postulantato. Queste norme dovrebbero essere basate su criteri comportamentali che sono registrati facilmente dal promotore vocazionale e/o équipe di formazione. Se ci sono dubbi su un candidato, il candidato non dovrebbe essere accettato. Il principio-guida dovrebbe essere sempre il potenziale impatto che un candidato potrebbe avere sulla comunità. Un secondo principio è che la formazione non è un luogo di terapia a lungo termine. Alcuni problemi seri dovrebbero essere risolti prima dell’ammissione.

II.     CONTATTO INIZIALE E FASE DI INDAGINE

5.      I contatti iniziali provengono da vie diverse. Alcuni contatti sono presentati dai confratelli, da altri uomini religiosi o donne o da amici dei Redentoristi. Altri vengono a seguito di una ricerca sul web; altri ancora per la loro esperienza con singoli Redentoristi, altri dal loro coinvolgimento in lavori promossi dalla Congregazione, o attraverso il ministero dei confratelli.

6.      Di solito questo contatto iniziale è seguito dal contatto con un promotore vocazionale. Vengono date informazioni generali sulla Congregazione e sono richieste anche informazioni sul candidato. nome, età, indirizzo e-mail, corso di studi, storia di lavoro, e cosa dei Redentoristi lo inducono ad unirsi a loro.

7.      Se a prima vista il soggetto sembra avere le qualità di base di candidato potenziale e il richiedente mostra fattivo interesse, può cominciare il processo di discernimento. Questo può condurre ad una varietà di riunioni, ritiri o esperienze di vita. Lo scopo di questa tappa è sviluppare una relazione col candidato e, per il candidato, di conoscere maggiormente la vita religiosa e Redentorista. La maggior parte delle Unità della Congregazione sono d'accordo che questa tappa di iniziale contatto dovrebbe durare almeno un anno.

8.      Generalmente parlando, i candidati devono dare segni di un sano equilibrio emotivo, di buona salute fisica, buon carattere morale, solida convinzione di fede e motivazione adeguata. Il candidato dovrebbe possedere la lingua nella quale avrà luogo la formazione. È importante che i candidati che provengono da altre culture ricevano adeguato aiuto per entrare nel contesto culturale e nella lingua in cui si terrà la formazione iniziale.

Accertamento psicologico

9.      Di solito, un accertamento psicologico si fa prima dell'accettazione nel programma di formazione. Questo accertamento dovrebbe essere fatto da un professionsta competente e dovrebbero essere presi in considerazione la lingua e lo sfondo culturale del candidato. Per una discussione più comprensiva sull’accertamento psicologico vedi la sezione su "Accertamenti Psicologici dei Candidati alla Vita Religiosa".

Il processo di ammissione

10.  I candidati al postulantato devono superare un processo di ammissione accurato e completo. Questo dovrebbe includere una discussione franca sulle esperienze di vita. Quale è la loro abilità sulla rivelazione di sé? Quale è il loro livello di introspezione e di auto-coscienza? Come agiscono con l’autorità?

11.  Altre aree dovrebbero esse incluse nei colloqui col postulante: storia di famiglia, esperienze di studio e di lavoro, esperienze spirituali, storia sessuale, storia di relazione su chi sono i suoi migliori amici e cosa fa con loro, come tiene di solito i contatti con loro, il suo attuale stile di vita è adeguato a quello di chi sta cercando di entrare nella vita religiosa? Il candidato dovrebbe dare segni di saper vivere da celibe per almeno due anni prima di entrare nel programma di formazione. Se il candidato ha subito abusi sessuali da piccolo o da adolescente, dovrebbe essere esaminato da un professionista per vedere se c’è stata una adeguata soluzione.

Giudizio della motivazione

12.  Il giudizio della motivazione è un requisito essenziale. Alcuni candidati vengono in cerca di istruzione e stanno al gioco accortamente. Altri sono convinti di avere una vocazione e resisteranno a chi dice loro il contrario. Altri ancora considererano la vita religiosa come un rimedio contro la disoccupazione, un confronto con l'omosessualità ed un mezzo per evitare le difficoltà delle relazioni sessuali o considerano la vita religiosa come una promozione sociale. Un altro di gruppo potrà apparire molto meno certo di altri candidati. Spesso tali candidati sembrano più a posto con il loro interiore e sono consapevoli dell'ambiguità e della complessità nel fare la scelta di vita. Di conseguenza questo gruppo è spesso più aperto al discernimento e all'aiuto di altri nello scoprire la volontà di Dio.

Referenze e certificati

13.  Altre informazioni necessarie prima dell’ammissione al postulatato sono l’accertamento di esame medico completo e lettere di raccomandazione - almeno quella del prete dove egli partecipa alla messa, certificati accademici e dei sacramenti ed i risultati dell’accertamento psicologico (vedi la sezione su Accertamenti Psicologici dei Candidati alla Vita Religiosa). Se il candidato è stato sposato, deve essere assolutamente “libero” per potere entrare nella vita religiosa. Molte unità della Congregazione richiedono anche un accertamento di controllo di natura criminale.

III.   PROBLEMI SPECIFICI

Ci sono abbastanza problemi specifici che sorgono nell'accettazione dei candidati. Il seguente elenco può offrire dei suggerimenti nell’affrontarli.

L’età per l’ammissione

14.  Di regola l’età ottimale per i candidati è da 18 a 35 anni. Prima dei 18 anni generalmente vorrebbe dire che il candidato non ha completato la scuola secondaria. A meno che l'Unità non abbia un seminario minore, il candidato dovrebbe essere immatricolato dopo la scuola secondaria, prima di cominciare gli studi filosofici. In alcune Unità dove l'istruzione secondaria non è molto adeguata, può esserci bisogno di anno/i propedeutico/i per rafforzare l’abilità di base in vista degli studi superiori. In molte Unità della Congregazione i candidati debbono completare il primo livello universitario o post-secondario prima che possano essere ammessi.

15.  I candidati più anziani, spesso, portano con sé una spiritualità già formata e significative esperienze di vita, ma possono essere meno reattivi ad un processo di formazione. Di solito dopo i 35 anni è poco probabile che la personalità di un candidato cambi. Sarebbe quindi importante esaminare questi candidati sulla malleabilità, sulla franchezza (=apertura) per la direzione e sulla prontezza di ricevere correzioni o consigli da chi ha autorità.

La famiglia del candidato

16.  È anche importante durante questo tempo che il promotore vocazionale visiti la famiglia del candidato per verificare lo stato di relazione del candidato con i suoi genitori e i suoi fratelli, lo stato di salute della famiglia e gli atteggiamenti della famiglia verso la vita religiosa ed il sacerdozio. Dal momento che molti candidati oggi provengono da famiglie disgregate è importante conoscere la relazione del candidato con il suo padre naturale e la sua madre naturale. Una relazione ostile verso il padre o una relazione irritata verso la madre può avere bisogno di ulteriore osservazione da parte di un medico. L'importante domanda a cui rispondere con una visita alla famiglia è “Di chi è la vocazione?” I genitori stanno incoraggiando una libera scelta? Stanno resistendo alla scelta del loro figlio o sono eccessivamente in ansia per il giovane che deve entrare?

Problemi finanziari

17.  Durante il processo di indagine dovrebbe essere fatto un accertamento su eventuali indebitamenti del candidato, la sua capacità di maneggiare i soldi, i suoi modelli di spesa, e l’uso delle sue carte di credito. Qual è la situazione finanziaria sua e della sua famiglia e quanto questa può influenzare la sua decisione? La sua famiglia spera da lui appoggio finanziario? Mostra responsabilità, vivendo uno stile di vita semplice senza, porsi in atteggiamenti di diritto?

Rapporto medico (incluso il test AIDS ed alcuni problemi di salute)

18.  L'esame medico dovrebbe includere un test sull’AIDS e sull’uso di droghe. Ogni traccia di positività all’AIDS o la presenza di sostanze illegali determina la non ammissione del candidato. Come pure, seri problemi di salute fisica che potrebbero ostacolare un’adeguata preparazione al ministero o comportare irragionevoli costi per la salute dovrebbero essere motivi che escludono l'accettazione.

Alcol, dipendenza da droghe e altre dipendenze

19.  Cosa fare se un candidato è dipendente da alcol o da droga? Alcuni studi dicono che su ogni dodici adulti ce n’è uno che abusa dell’alcol o è alcolizzato. Altri indicherebbero che il problema del bere è molto comune nei giovani adulti tra i 18 e i 25 anni. Siccome questa è la media di età della maggior parte dei nostri candidati è un compito importante indagare sul modo di bere, sull’ubriachezza, sulla partecipazione a festini e sulla quantità di alcol consumato nella durata di un mese.

20.  L'alcolismo è una malattia seria e non può essere ignorato. Se un candidato ammette di aver avuto un tale problema, egli deve dare segni che è ritornato sobrio e stabile da almeno due anni.

21.  L’aver sperimentato droghe cosiddette "leggere” (marijuana o hashish) non esclude automaticamente un candidato. Una investigazione accurata delle circostanze e della frequenza è importante per determinare se ciò sia stato un modo di ribellione sociale o una curiosità adolescenziale. Di solito l'uso di droghe "pesanti” (diverse da quelle menzionate sopra)" portano alla esclusione dell’ammissione del candidato.

22.  Oggi stanno affiorando altre dipendenze provenienti dal mondo dei giovani. Questo è particolarmente vero circa la dipendenza da internet, dove il mondo impersonale dei computers allontana la persona dal mondo reale. Esaminare il candidato circa l'uso di internet, il tempo che vi passa, quale genere di siti web visita è importante per l’informazione. Altre dipendenze da conoscere sono la pornografia e il gioco d'azzardo.

Sessualità e Celibato (inclusi i problemi di orientamento)

23.  I Candidati che entrano nella vita religiosa e al sacerdozio devono avere una comprensione sana della sessualità e del celibato. Occorre usare cura nel prendere una storia sessuale completa del candidato. Ci sono indicazioni di aver subito abusi sessuali? Sono stati troppo attivi sessualmente o totalmente indifferenti al sesso? Tutti ciò ha bisogno di ulteriore indagine, con riguardo speciale a vivere il celibato in una integrazione sana della sessualità. Se qualcuno ha subito abusi, è importante conoscere l'impatto che c’è stato sulla sua persona. Se uno è stato troppo attivo o indifferente ed asessuato, ambedue gli aspetti possono essere problematici per un vissuto fedele della sessualità in vista del celibato.

24.  Una attenzione deve essere messa anche nell’indagare quale è il polo di attrazione sessuale del candidato e come egli è in relazione alle sue attrazioni. Quali indicazioni ha egli per poter vivere il celibato? Ha fatto tentativi di vivere celibe, in caso affermativo, per quanto tempo? Parlando in generale, un candidato dovrebbe vivere uno stile di vita celibe per almeno due anni prima di entrare al postulantato.

25.  Chi sono i suoi amici e cosa fa con i suoi amici? Chi è il suo migliore amico e cosa condivide con lui o con lei? Quali sono i suoi atteggiamenti verso le donne?

26.  È importante aprire la porta alla discussione di modelli di comportamento sessuale, di stereotipi sessuali e di attese dalla sessualità. Quale membro della famiglia è più vicino a lui? Da chi ha imparato i fatti della vita e del sesso? Cosa ha imparato dalla sua famiglia sulla sessualità?

27.  Il candidato ha avuto intimità sessuali con altri maschi? Spesso? e quali implicazioni per la sua identità sessuale? Come il candidato definisce il suo modello di attrazione sessuale? Per i candidati che si considerano omosessuali o gay - come vedono se stessi a vivere in una comunità maschile e a vivere da celibi?

28.  Per una ulteriore discussione sul tema delle norme iniziali nell’accettare candidati omosessuali l’appendice può offrire un qualche aiuto.

Neo-convertiti, esperienze di recente conversione, ritorni alla fede

29.  Uno speciale ed accurato esame dovrebbe essere fatto ai candidati che sono neo-convertiti al Cattolicesimo. Alcuni suggerirebbero che dovrebbero passare almeno due anni prima dell'accettazione nel programma di formazione. Ciò vale anche nel caso di un candidato che abbia sperimentato una conversione improvvisa che sembra averne affrettato la vocazione, o abbia avuto esperienze mistiche insolite. Si dovrebbe essere estremamente cauti circa quei candidati che parlano di esperienze religiose insolite, poiché queste possono essere iniziali segnali di schizofrenia o di personalità schizoide. Infine, coloro che si sono allontanati dalla pratica regolare della loro fede non dovrebbero entrare in un programma prima che la loro fede sia stata integrata da una appropriata direzione spirituale e dalla frequenza regolare all’Eucaristia.

Candidati provenienti da altri programmi

30.  Se un candidato prima è stato in un seminario o in un programma di formazione si deve prendere cura di ottenere informazioni da queste istituzioni. Se i loro rapporti segnalano problemi, ci deve essere certezza che i problemi siano stati risolti. In genere questi candidati non sono una buona possibilità. Questo è specialmente vero nel caso che il candidato sia stato dimesso da un altro istituto. È importante procedere con cautela ed avere abbastanza tempo per valutare attentamente e per controllare la sua storia personale.

Altre preoccupazioni legali e canoniche

31.  In molte giurisdizioni deve essere compiuto su ogni candidato un controllo di natura criminale. Ogni prova di attività sessuale criminale con un minore esclude automaticamente qualcuno dall’ammissione. Altri aspetti che le leggi canoniche stabiliscono doversi indirizzare prima dell’ammissione includono: che il candidato non occupi una posizione vietata ai chierici; che egli non abbia commesso apostasia, eresia, o scisma; che egli non abbia commesso omicidio, collaborato ad un aborto, mutilato se stesso o un altro, che abbia tentato il suicidio o simulato un atto riservato ai sacerdoti o ai vescovi.

Appendice

Norme iniziali per l’ammissione di persone
con tendenze omosessuali

32.  È importante che ogni Provincia sviluppi una chiara guida sull'ammissione di persone con tendenze omosessuali. Questa guida sarà di grande aiuto ai Direttori per le Vocazioni, ai Formatori di ogni livello ed ai singoli candidati alla nostra Vita Apostolica. Questa guida dovrebbe essere sviluppata dal Segretariato di Formazione della (V) Provincia, in collaborazione con esperti e dovrebbe essere approvata dall'EPC.

33.  Negli ultimi venti anni sul fenomeno dell'omosessualità c’è stato un dibattito senza precedenti in ambiente politico, legale e teologico. È importante per i segretariati della formazione e per il personale della formazione di non arrivare a conclusioni premature. Problemi di orientamento sessuale spesso portano deviazioni e paure culturali. Tali discussioni sono trattate meglio in un ambiente di compassione, di rispetto, di integrità e di chiarezza.

34.  I Direttori per le vocazioni e quelli che accompagnano eventuali candidati hanno bisogno di aver chiaro cosa sia un orientamento omosessuale e se un eventuale candidato sia veramente omosessuale. Alcuni giovani candidati possono avere dubbi sulla loro identità sessuale; altri hanno potuto subire abusi sessuali da un maschio o hanno potuto essere sedotti da comportamenti omosessuali; altri possono essere spaventati delle intimità con donne; ancora altri hanno potuto avere esperienze omosessuali per curiosità, a causa di ambienti tutti maschili, o influenzati dall’alcool o dalla droga; altri hanno potuto avere fantasie occasionali di natura omosessuale, sono stati curiosi ed eccitati sessualmente da siti omosessuali in internet o per aver dato risposta a sollecitazioni provenienti da altre fonti di stimolazioni erotiche omosessuali. Nessuno di questi casi porta necessariamente alla conclusione che un individuo è omosessuale. Spesso ci sarà bisogno dell’aiuto di uno psicologo per stimare la natura delle preoccupazioni omosessuale o assistere un eventuale candidato a scoprire il suo vero orientamento sessuale.

35.  Contrariamente a molti pregiudizi popolari, la ricerca indicherebbe che l’attuale prevalenza generale del popolo di esclusivo orientamento omosessuale (attrazione esclusiva verso soggetti dello stesso sesso) è di circa il 2-3%; mentre il 7-8% ha un orientamento omosessuale predominante. C'è un altro gruppo di soggetti che pensano di essere omosessuali, ma questa è una falsa identità influenzata da contesti sociali, da personali dubbi su se stessi e problemi di sviluppo. Quest’ultimo gruppo probabilmente ha bisogno di assistenza professionale per sbloccare uno sviluppo “bloccato” e crescere in un'identità sessuale sicura.

36.  I livelli ormonali di testosterone sono associati al desiderio sessuale e alla risposta sessuale. Persone con livelli alti di testosterone sono facilmente eccitabili e desiderano spesso il sesso. Persone con medi e bassi livelli hanno meno fantasia sessuale, desiderio o stimoli. Ci sono quelli che non hanno alcun pensiero sessuale, fantasie e desideri, e sono chiamati "asessuati." È poco probabile che individui di livello alto siano capaci di vivere una vita celibe e sana senza una grande tensione e frustrazione. Le persone asessuate sono ugualmente problematiche a causa della loro incapacità a realizzare un qualche livello di intimità con uomini o donne. Persone con medi e bassi livelli hanno più probabilità, con un buon accompagnamento spirituale e psicologico, con la grazia di Dio ed una vivace vita di preghiera a realizzare uno stile di vita casta e celibe per il Regno. Questo è vero per entrambi i tipi di candidati eterosessuale e omosessuale.

37.  Un orientamento omosessuale esclusivo o predominante come tale non richiede automaticamente l’esclusione di un individuo dall’ammissione ai programmi della nostra formazione e della Vita Apostolica. Questa posizione è sostenuta nel documento: "Vocazioni Nuove per una Nuova Europa " pubblicato dopo un congresso sulle vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa tenuto a Roma nel 1997 e confermato dalla Congregazione per la Educazione cattolica, dalla Congregazione per Chiese Orientali e dalla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e per le Società di Vita Apostolica. Il documento fu pubblicato nel 1998 dal Dicastero Pontificio per le Vocazioni Ecclesiastiche. Il documento dice che tre condizioni devono essere presenti prima dell'accettazione (di un candidato): 1. ci dovrebbe essere la consapevolezza delle dinamiche del suo orientamento sessuale, 2. che egli sia disposto a lottare contro queste tendenze, e 3. che egli abbia ha raggiunto un controllo su queste tendenze.

38.  Un documento Vaticano anteriore, "Potissimum Institutioni" (2 febbraio 1990) (Direttive sulla formazione per i chiamati agli Istituti Religiosi) quando si riferisce all'accettazione dei candidati omosessuale afferma: "Non quelli che hanno tali tendenze ma quelli che non sono riusciti a dominare tali tendenze" che (#39) dovrebbero essere esclusi.

39.  Nel novembre 2005, il Vaticano pubblicò un documento intitolato: “Istruzione circa i criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessuali in vista della loro ammissione al Seminario e agli Ordini sacri". Il paragrafo chiave del documento afferma: "Questo Dicastero ritiene necessario affermare chiaramente che la Chiesa, mentre nutre un profondo rispetto delle persone in questione, non può ammettere al Seminario o ai Sacri Ordini quelle che praticano l’omosessualità, quelle che hanno tendenze omosessuali profondamente radicate e quelle che sostengono la cosiddetta ‘cultura gay’”.

40.  È chiaro che la guida da sviluppare da parte di ogni Unità deve negare l’ammissione ad un programma di formazione a quei candidati che sono attivamente omosessuali. Lo stesso vale anche per quei candidati che sono eterosessualmente attivi. Prima dell’ammissione ad un programma di formazione, un candidato deve dimostrare, che è capace ad intraprendere seriamente una vita celibe e uno stile di vita conseguente. Questo di solito significa vivere una vita celibe per almeno due anni prima dell'accettazione.

41.  Lo stesso vale per quelli che sostengono il 'la cosiddetta cultura-gay'. Ciò si riferisce a quegli uomini che non si sentono a proprio agio se non con altri uomini gay e che hanno un bisogno spinto di frequentare ambienti gay per socializzare con altri uomini gay. Questi comportamenti potrebbero indicare una sessualità non-integrata ed una mancanza di maturità affettiva. Sostenere 'la cosiddetta cultura-gay' non si riferisce a quelli che hanno ache fare con uomini coinvolti in questa 'cosiddetta cultura-gay' o a quelli che protestano contro la discriminazione sessuale. Ambedue queste attività, nondimeno, hanno bisogno di un accurato esame da parte di coloro che accettano candidati ai nostri programmi di formazione. Dello stesso accurato discernimento necessitano quei candidati eterosessuali che sono coinvolti in una cultura eterosessuale poco sana, indicata magari da una eccessiva attenzione alle donne e da socializzazione in bar, clubs o sedi simili.

42.  È poco chiaro cosa vuol dire 'tendenze omosessuali profondamente radicate’. Alcuni intendono questo come semplice 'orientamento omosessuale', mentre altri lo intendono come riferimento alla centralità dell'orientamento omosessuale nella vita della persona in questione e la sua incapacità ad esercitare un controllo adatto sui suoi sentimenti sessuali e sulle sue azioni. Lo stesso documento Vaticano è abbastanza vago. È significativo che il documento non usi il termine comunemente accettato di 'orientamento omosessuale’.

43.  Timothy Radcliffe, OP, già Superiore Generale dei Domenicani, afferma: "Forse “tendenze omosessuali profondamente radicate” vengono meglio comprese se si intende dire che l’orientamento sessuale di qualcuno è così centrale alla sua stessa percezione da essere ossessivo e dominare la sua immaginazione." William Barry, SJ (sacerdote-psichiatra) è d'accordo: "Io interpreto le parole del paragrafo circa le 'tendenze omosessuali profondamente radicate’ in riferimento a quelle persone la cui vita sembra essersi concentrata sulla sessualità in modo tale da sembarne ossessionata, a quelle che sono in cerca di ogni accenno sessuale nelle conversazioni e non ad uomini e donne che si trovano a proprio con la loro sessualità e capaci amare altruisticamente e di lavorare efficacemente da soli e insieme ad altri."

44.  Una persona che è ossessionata dalla sessualità (sia omosessuale che eterosessuale) al punto da non poter controllare i propri impulsi, o arrivare all'integrazione, o pervenire alla maturità affettiva non dovrebbe essere ammessa al sacerdozio o alla vita religiosa. Tali 'tendenze profondamente radicate’ escludono un individuo dall’ammissione ai nostri programmi di formazione.

45.  I problemi-chiave espressi nel documento del 2005 sono il livello della maturità affettiva, morale e spirituale, la capacità di relazionarsi ad uomini e donne, un senso dell'integrazione personale e la capacità di vivere una vita celibe e un modo di vivere sano. Se uno ha queste qualità non ci dovrebbe essere alcuna ragione di rifiutare l’ammissione del candidato ad un programma di formazione.

46.  Nella stesura di una guida chiara sull'ammissione delle persone con tendenze omosessuali, le Unità sono incoraggiate a prendere sul serio le dichiarazioni del Vaticano, le interpretazioni degli esperti e l'esperienza della nostra Vita Apostolica.