Ivan
è un bambino molto tranquillo e docile. Già dalle
elementari dimostra di essere un alunno dotato.
Si nota anche la profonda pietà del ragazzo. Completa
i suoi studi medi-superiori al ginnasio di Sanok
dove studia dal 1911 al 1919. Si possono notare
i suoi ottimi risultati accademici ed il suo comportamento
esemplare. Nel 1919 Ivan Wiatyk entra nel Seminario
cattolico ucraino di Przemysl e il 30 giugno 1923
si laurea con distinzione. Lo stesso anno, completati
gli studi teologici, viene ordinato sacerdote.
Dal
1925 al 1935 P. Ziatyk lavora come prefetto del
Seminario cattolico ucraino a Przhemysl. Alla
direzione spirituale dei seminari aggiunge il
suo contributo alla loro formazione intellettuale:
insegna catechesi e teologia dogmatica nello stesso
Seminario. Inoltre svolge il compito di direttore
spirituale e di insegnante di catechesi al Ginnasio
femminile ucraino di Przemysl.
Il
P. Ivan Ziatyk è persona molto gentile, ubbidiente,
profondamente spirituale. Chi lo incontra rimane
colpito dalla sua persona. Per lungo tempo P.
Ziatyk nutre il desiderio di entrare in monastero.
Anche se i suoi superiori ecclesiastici non gradiscono
questa sua intenzione, il 15 luglio 1935 P. Ivan
Ziatyk prende la sua decisione finale e entra
nella Congregazione Redentorista.
Completato
il suo noviziato ad Holosko (vicino a Lviv) nel
1936, P. Ziatyk viene mandato al monastero di
Nostra Signora del Perpetuo Soccorso a Stanislaviv
(ora Ivano-Frankivsk). Tuttavia, non vi rimane
a lungo: nell'autunno 1937 Padre Ziatyk si trasferisce
a Lviv, nel monastero di via Zyblykevycha (ora
Ivana Franka), nn. 56-58. Vi assume l'incarico
di economo del monastero. Vi sostituisce il superiore,
Padre De Vocht, che deve assentarsi. Nel 1934
i Redentoristi avevano aperto il loro Seminario
ad Holosko, e Padre Ziatyk vi diventa professore
di Sacra Scrittura e di Teologia Dogmatica. Dal
1941 al 1944 è superiore del monastero della Dormizione
della Madre di Dio a Ternopil, e dal 1944 al 1946
superiore del monastero di Nostra Signora del
Perpetuo Soccorso a Zboiska (nei pressi di Lviv),
che ospita il ginnasio redentorista (Juniorato).
La
fine della Seconda Guerra Mondiale segna l'inizio
di un periodo terribile per la storia dell'Ucraina,
per la Chiesa greco-cattolica e per la Provincia
Redentorista di Lviv. Vengono arrestati tutti
i vescovi greco-cattolici, e nella primavera del
1946 la polizia segreta sovietica raduna i Redentoristi
di Termopil, Stanislaviv, Lviv e Zboiska ad Holosko,
confinandoli in un'ala non riscaldata del monastero.
Anche Padre Ziatyk è fra questi. I Redentoristi
vi rimangono per due anni sotto costante sorveglianza
della polizia segreta. La loro presenza viene
verificata da tre a quattro volte la settimana.
I confratelli subiscono spesso interrogatori durante
i quali, naturalmente, vengono loro offerti vari
benefici in cambio della loro rinuncia alla fede
e alla vocazione monastica. Il 17 ottobre 1948
tutti i Redentoristi di Holosko vengono fatti
salire su dei camion che li trasportano al monastero
Studite di Univ. Quasi subito il Provinciale Redentorista,
Padre Joseph De Vocht viene deportato in Belgio.
Prima della sua partenza trasferisce il suo incarico
di Provinciale della Provincia di Lviv e di Vicario
Generale della Chiesa greco-cattolica ucraina
a Padre Ivan Ziatyk, attirando così su quest'ultimo
tutte le attenzioni della polizia. Il 5 gennaio
1950 decidono di arrestarlo e il 20 gennaio l'ordine
viene eseguito. Dopo numerosi interrogatori, il
4 febbraio 1950 Padre Ivan viene accusato: "Ivan
Ziatyk è invero stato un membro dell'ordine dei
Redentoristi fin dal 1936; egli promuove le idee
del Papa Romano e si dedica alla diffusione della
Fede cattolica nelle nazioni di tutto il mondo
ed a fare diventare tutti cattolici" ".
Le
indagini sul caso Ziatyk dureranno ben due anni
e P. Ziatyk vive l'intero periodo fra le mura
delle prigioni di Lviv e Zolochiv. Nel solo periodo
che va dal 4 luglio 1950 al 16 agosto 1951 viene
interrogato ben 38 volte; in tutti gli interrogatori
saranno 72. Malgrado le crudeli torture che accompagnano
ogni seduta, Padre Ziatyk non tradisce la sua
fede non si sottomette al regime ateo, anche se
i suoi stretti familiari cercano di persuaderlo
in tal senso.
Il
verdetto viene annunciato a Kiev il 21 novembre
1951. Viene condannato a 10 anni di prigione per
aver "cooperato con l'organizzazione nazionalista
antisovietica e con la propaganda antisovietica".
Verrà detenuto nel campo di prigonia lager di
Ozernyl, vicino alla città di Bratsk, nella regione
Irkutsk.
Durante
la sua prigionia, Padre Ziatyk subisce delle torture
terribili. Secondo alcuni testimoni, il Venerdì
Santo del 1952, Padre Ivan Ziatyk viene percosso
violentemente, immerso nell'acqua e lasciato,
privo di sensi, all'aperto nel freddo ghiacciale
siberiano. Le percosse ed il freddo lo condurranno
alla morte in un ospedale della prigione tre giorni
dopo, il 17 maggio 1952. Padre Ziatyk viene seppellito
nel distretto Taishet della regione Irkutsk. Il
Grande Architetto depone così un'altra preziosa
tegola nel grande mosaico del martirio.
Prendendo
atto delle deposizioni a testimonianza della vita
virtuosa di Padre Ivan Ziatyk, e soprattutto della
sua tenacia, del suo coraggio e della sua fedeltà
alla Chiesa di Cristo durante il periodo di persecuzione,
viene dato inizio al processo di beatificazione
in occasione dell'Anno Giubilare. Il 2 marzo 2001
il processo è completato a livello dell'eparchia
ed il caso viene trasmesso alla Sede Apostolica.
Il 6 aprile 2001 il comitato teologico riconosce
il fatto del martirio di Padre Ziatyk ed il 23
aprile il suo martirio viene verificato dall'Assemblea
dei Cardinali. Infine, il 24 aprile 2001 il Santo
Padre Giovanni Paolo II firma il decreto di beatificazione
di Padre Ivan Ziatyk, martire beato della fede
cristiana.