A 14 anni, in
seguito alla beatificazione di Francesco Regis,
decide di diventare gesuita. Il padre lo dissuade
ritenendolo troppo giovane, e Gennaro intraprende
gli studi di giurisprudenza, che termina prendendo
il dottorato in diritto ecclesiastico e civile
nel 1722. Distinguendosi alla sbarra, viene arruolato
nella Congregazione dei Cavalieri delle Professioni
di Diritto e di Medicina, diretta dai Pii Operai
di S. Nicola di Toledo. Fra le regole di questa
Associazione vi è l'obbligo di assistere i malati
dell'Ospedale degli Incurabili. E' qui che Gennaro
si sente chiamato al sacerdozio dal Signore.
Nel settembre
1728 diventa seminarista e viene incardinato dal
Cardinal Pignatelli come chierico nella parrocchia
di S. Anna di Palazzo. Per poter studiare in pace,
diventa ospite del collegio della Santa Famiglia,
meglio noto come il Collegio cinese, fondato da
Matteo Ripa. L'8 aprile dell'anno seguente lascia
il collegio cinese per iniziare, il 5 giungo,
il suo noviziato presso la Congregazione delle
Missioni Apostoliche.
Il 28 maggio
1731 conclude il noviziato e l'8 luglio dell'anno
seguente ascende al sacerdozio Durante tutti questi
anni, oltre alle visite all'ospedale, si dedica
ad aiutare i bambini costretti a lavorare, insegnando
loro il catechismo. Visita gli anziani nell'Ospizio
di S. Gennaro ed i galeotti malati che giacciono
nell'ospedale del porto. E' questo anche il periodo
in cui si sviluppa la sua amicizia con S. Alfonso
de Liguori ed il suo apostolato. Insieme si dedicano
ad insegnare il catechismo ai laici ed organizzano
le cappelle serotine.
Dopo la sua ordinazione
il Cardinal Pignatelli assegna Gennaro alla Direzione
dell'Istruzione Religiosa nella parrocchia dei
Ss. Francesco e Matteo, nel quartiere spagnolo.
Quando si accorge della corruzione che imperversa
fra le giovanette, decide di spendere tutte le
sue energie alla lotta contro la prostituzione.
Nello stesso periodo (1733) difende S. Alfonso
dalle ingiuste critiche subite da quest'ultimo
dopo la fondazione, il 9 novembre 1732, della
Congregazione missionaria del Ss. Redentore in
Scala (SA); Nel mese di giugno dello stesso anno,
dopo essere andato a Scala per aiutare l'amico
durante una missione a Ravello, decide di diventare
Redentorista pur continuando ad essere membro
delle Missioni Apostoliche. Dal giorno del suo
ingresso nella Congregazione, nell'aprile del
1736, si impegnerà senza risparmio, nelle missioni
parrocchiali e scrivendo a difesa delle "giovanette
in pericolo". Scrive anche sulla vita spirituale
e si affatica tanto da giungere fino alla soglia
della morte. Con il consenso di S. Alfonso torna
a Napoli per farsi curare e lì rinnova il suo
apostolato per salvare le prostitute.
Oltre a dedicarsi
all'apostolato redentorista e a quello delle Missioni
Apostoliche, promuove la meditazione comunitaria
fra i laici pubblicando "Il mondo santificato".
Con un altro suo libro promuove una campagna contro
la blasfemia. Nel 1741 pianifica e partecipa alle
grandi missioni predicate nei sobborghi di Napoli
in preparazione alla visita canonica del Cardinal
Spinelli. Malgrado il suo stato di salute permanentemente
cagionevole continua a predicare fino alla fine
di aprile 1741 quando, ormai molto malato, torna
a Napoli dove muore il 30 giugno a 42 anni. Le
sue spoglie riposano a Ciorani, la prima Chiesa
Redentorista. Gennaro Sarnelli ci ha lasciato
in eredità ben 30 opere dedicate alla meditazione,
alla teologia mistica, alla direzione spirituale,
al diritto, alla pedagogia, alla morale e a tematiche
pastorali. La sua attività sociale a favore delle
donne gli ha meritato di essere considerato fra
gli autori che più autorevolmente hanno affrontato
la materia nell'Europa della prima metà del diciottesimo
secolo.